La giornata mondiale della Terra_Guardare al futuro
“Per combattere gli effetti disastrosi dell'inquinamento è necessario ridurre le emissioni di CO2 del 30% entro il 2012” (United Nations Development Programme, Human Development Report 2007/2008). Con questa premessa e questo obiettivo si sono riuniti a Copenhagen i grandi della terra, per stilare un comune protocollo di comportamento che limiti l'emissione dei gas serra. Numerose ricerche hanno infatti evidenziato come un aumento di anche solo 2°C avrebbe effetti catastrofici sull'ecosistema del pianeta. In vista della scadenza degli accordi di Kyoto (2012), che fino ad oggi hanno rappresentato un importantissimo punto di riferimento per tutti i Paesi industrializzati e non, gli esponenti dell'Onu si sono riuniti nella capitale danese per stilare un nuovo accordo vincolante ,almeno nelle intenzioni, per tutti i Paesi firmatari. Un accordo che purtroppo non è stato raggiunto nei termini sperati e che ha messo l'intero sistema di fronte ad una realtà ben più preoccupante di quella pensata. Dal momento che qualunque attività umana può essere causa del surriscaldamento, se ne deduce che chiunque può essere parte attiva nella soluzione del problema ambientale. Il mondo del tessile abbigliamento da diversi anni ha preso coscienza della situazione, dando vita a numerose iniziative volte a promuovere e tutelare la moda eco-friendly. In quest'ottica, nel novembre 2008, nasce a Riga NICE, Nordic Initiative Clean and Ethical, un progetto educativo creato per, e in collaborazione con, la Nordic Fashion Industry, un'iniziativa voluta dai paesi nordici (Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda e Finlandia) con l'obiettivo di incentivare l'impegno degli stilisti e delle aziende di abbigliamento dell'area scandinava verso un utilizzo più innovativo, etico e responsabile delle risorse e di materiali a totale beneficio della società. Lo scorso dicembre, mentre i politici e gli uomini più potenti del mondo si radunavano al Bella Center, polo fieristico della capitale danese, per discutere il futuro del pianeta, nel cuore della città, presso lo splendido edificio dell'Opera House si svolgeva il Fashion Summit, evento organizzato nell'ambito del progetto NICE, che comprendeva dibattiti, conferenze e tavole rotonde sugli aspetti principali di un'industria della moda davvero sostenibile e sulle modalità per raggiungere questo obiettivo. Alla presenza di numerose autorità del settore (tra cui Julie Gilhart, Fashion Director Barneys New York, Ingrid Schullström e Laurent Claquin, titolari per la responsabilità sociale d'impresa, rispettivamente per H&M e PPR Group, Vanessa Friedman, Fashion Editor del Financial Times) e di Sua Maestà la Principessa Mary di Danimarca, una presenza costante a sostegno della moda del Paese, si è svolto anche un concorso dedicato ai giovani stilisti scandinavi che si sono cimentati nella realizzazione di collezioni totalmente eco-friendly. Per farlo hanno utilizzato le fibre e i tessuti messi a disposizione dalle aziende italiane manifatturiere partner di CLASS (Creativity, Lifestyle and Sustainable Synergy) network di tre showroom con sedi a Milano, Londra e New York che supporta e promuove i prodotti migliori dal punto di vista ambientale per la moda, la casa, il design e il lifestyle, materiali naturali, riciclati, innovativi e rinnovabili. Una prospettiva “verde” che ha caratterizzato ogni iniziativa del Fashion Summit, grazie al supporto di numerose aziende, che hanno fatto di questa filosofia di vita la base del loro lavoro e delle loro produzioni. Piatti, bicchieri, posate e tazzine da caffè fabbricate con Ingeo™, un nuovo bio-materiale di origine naturale non derivato dal petrolio per un catering ecologico. Stessa filosofia per la eco-moquette e le penne a sfera, così come le per le goody-bags ecologiche realizzate con l’utilizzo di tessuti a zero emissioni di CO2 certificati dalla Camera di Commercio di Prato, un progetto esclusivo lanciato recentemente con il nome di “Cardato Regenerated CO2 neutral”. L'utilizzo di materiali eco-sostenibili assume un significato ancora più importante se si tiene conto che proprio il 2009 è stato proclamato dall'Onu l'anno internazionale delle Fibre Naturali. Il Fashion Summit ha rappresentato solo un primo passo nel lungo percorso di conversione dei processi produttivi verso una maggior eco-sostenibilità. Un'iniziativa che guarda al futuro e si pone obiettivi concreti. I cinque Paesi nordici aderenti al progetto NICE hanno infatti sottoscritto un programma decennale volto a fornire alle aziende, e al sistema moda in generale, una serie di obiettivi a breve e lungo termine, per integrare sostenibilità e responsabilità sociale nella propria politica aziendale e nei processi produttivi. A questo documento si accompagna un altro progetto mirato alla valorizzazione della lana, materiale di grandissima importanza nella produzione tessile nordica e norvegese in particolare. “Wool Project” nasce con lo scopo di far conoscere questa materia prima naturale e i processi produttivi che l'accompagnano, assolutamente rispettosi dell'ambiente e naturali al 100%. Ultimo, ma non meno importante, il lavoro che NICE sta facendo per la sensibilizzazione del consumatore verso un acquisto più responsabile, che ponga maggior attenzione alla provenienza dei prodotti acquistati e delle materie prime utilizzate.
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